Ricchezza col fotovoltaico

massimizza il profitto del tuo impianto

Decreto Bersani

Categoria: Teoria

Bersani Pier LuigiIl decreto Bersani o più propriamente il decreto legislativo n° 79 emanato il 16 marzo 1999, recepimento della direttiva comunitaria 96/92/CE del Parlamento e del Consiglio Europeo del 19 dicembre 1996, è il decreto che di fatto ha introdotto in Italia la liberalizzazione del settore elettrico. Tale decreto è noto agli operatori con il nome dell’allora ministro che lo propose, Pier Luigi Bersani. Gli effetti di questo decreto furono quelli di aprire un mercato elettrico che fin dalla nazionalizzazione del 1962 era di fatto monopolistico (i.e. con il solo operatore nazionale l’ENEL che poteva produrre e vendere energia elettrica agli utenti) ad altri operatori che diventano così concorrenti.

Principio ispiratore

Poiché di fatto il mercato (o filiera) elettrico nelle sue diverse componenti (generazione o produzione, trasmissione, dispacciamento, distribuzione e vendita di energia elettrica) era concentrato in un solo operatore integrato, l’ENEL che curava ogni fase del settore elettrico, il decreto ha disposto secondo opportune norme la separazione, societaria e proprietaria a seconda dei casi, di ciascuna di queste fasi. Ciascuna fase viene opportunamente regolamentata in modo da ottenere le migliori condizioni capaci di garantire l’effettiva realizzazione dell’apertura del mercato. Apertura che dovrebbe garantire l’ingresso di capitali privati e una concorrenza tra molteplici operatori con il fine ultimo di avere delle tariffe più basse rispetto ad una situazione di tipo monopolistica. Inoltre tale decreto istituisce particolari soggetti a carattere pubblico che hanno il compito di ottimizzare il funzionamento del mercato.

Il primo passo di tale processo si è avuto nell’obbligo per l’ex monopolista di costituire società separate per lo svolgimento delle seguenti attività:

  • generazione (produzione) di energia elettrica;
  • distribuzione di energia elettrica e la vendita ai clienti vincolati;
  • la vendita ai clienti idonei;
  • l’esercizio dei diritti di proprieta’ della rete di trasmissione elettrica;
  • lo smaltimento delle centrali elettronucleari dismesse.

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Broker

Categoria: Assicurazioni, Banche, Broker, Teoria

brokerIl broker è un intermediario finanziario che offre un servizio di negoziazione di titoli per conto terzi.

Il broker ha il compito di trasmettere al mercato le offerte di acquisto o di vendita trasmessegli dai suoi clienti: in pratica l’intermediario non fa altro che “rigirare” al mercato le proposte degli investitori.

Il broker quindi non assume una parte attiva nella transazione, né tantomeno propone delle sue offerte al mercato: il suo profitto è quindi generato solamente dalle commissioni (fee) che richiede per ogni operazione portata a buon fine; le commissioni possono essere fisse (un tot per operazione) o a percentuale (una percentuale del valore dell’operazione).

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Intermediario finanziario

Categoria: Assicurazioni, Banche, Broker, Teoria

Intermediario finanziarioL’intermediario finanziario è un operatore specializzato nell’incontro fra domanda e offerta di strumenti finanziari che opera sui mercati finanziari. Il mercato finanziario, a sua volta, è l’insieme degli scambi finanziari che si realizzano mediante la negoziazione degli strumenti finanziari.

E’ da notare che nel mercato finanziario la maggior parte degli scambi avviene proprio grazie al lavoro degli intermediari finanziari. In realtà, gli scambi finanziari, all’interno del mercato, possono avvenire mediante tre tipologie organizzative:

  1. Scambio diretto ed autonomo: i datori ed i prenditori di risorse finanziarie scambiano tra di loro, direttamente, senza fare ricorso ad alcun intermediario;
  2. Scambio diretto ed assistito: gli attori della domanda e dell’offerta sono controparti dirette, ma non negoziano autonomamente perché sono assistiti da un intermediario. In questo contesto, l’intermediario svolge fondamentalmente un ruolodi ricerca e selezione della controparte;
  3. Scambio indiretto o intermediato: gli attori della domanda e dell’offrta non scambiano direttamente, ma mediante l’intervento di uno o più intermediari che assumono il ruolo di “scambista intermedio”.

E’ da notare che la categoria dello scambio diretto ed assistito si caratterizza per una notevole variabilità del grado di intensità dell’intervento dell’intermediario finanziario. Questo, infatti, dipende dall’ampiezza della delega o del mandato che l’intermediario riceve dal cliente.

L’attività di scambio indiretta è anche chiamata intermediazione creditizia per la veste di debitore/creditore che l’intermediario ha nei confronti delle controparti. Infatti, l’intermediario finanziario assume il ruolo di debitore nei confronti del datore di risorse finanziarie ed il ruolo di creditore verso il prenditore finale di risorse.

Se, ipoteticamente, il mercato fosse perfettamente competitivo, se gli scambisti primari fossero razionali e disponessero tutti delle stesse informazioni (assenza di asimmetria informativa), se gli scambi non fossero condizionati dall’incertezza e non ci fossero costi di transazione, allora non ci sarebbero ragioni per l’esistenza degli intermediari finanziari.

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Risorse Solari inventa DUO, per riscaldare aria e acqua

Risorse SolariRISORSE SOLARI

Sede amministrativa: Via Piave 27 21040 Lozza (Va)

Telefono 0332. 264579 - 349. 7368907

Grazie all’esperienza maturata in oltre 30 anni di attività termoidraulica Risorse Solari ha creato un prodotto esclusivo sul mercato. L’esperienza maturata sul campo gli ha permesso di realizzare un collettore efficiente nei rendimenti e facile da installare. DUO è l’unico collettore solare termico predisposto sia per il riscaldamento ad aria sia ad acqua. (Continua …)

Decalogo del Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane

Categoria: Abc, Installatori, Notizie, Teoria

Il decalogo del Fotovoltaico

Ecco i dieci consigli del Gifi, il Gruppo imprese fotovoltaiche italiane.

1. Non credere a promesse miracolose di guadagni. Un impianto fotovoltaico correttamente realizzato si ammortizza in circa 8-12 anni.

2. Rivolgersi a un operatore qualificato, preferendo le aziende in attività da prima dell’entrata in vigore del primo conto energia.

3. Il costo di un impianto si aggira sui 7 mila euro per ogni kw di potenza installata. Gli impianti di taglia piccola (1-3 kw) costano in proporzione di più, quelli più grandi (oltre 20 kw) leggermente meno. Anche l’integrazione architettonica ha un costo.

4. I moduli, ossia i pannelli, incidono per metà sul valore dell’impianto, ma per il cittadino non-tecnico la potenza effettiva è difficilmente verificabile. Pertanto i moduli devono essere certificati da un laboratorio accreditato secondo le norme Ue.

5. Farsi dichiarare (e garantire) la produzione annuale attesa dell’impianto.

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L’idrogeno come vettore energetico

Categoria: Teoria

Idrogeno

Allo stato attuale della tecnologia l’unica fonte rinnovabile competitiva rispetto il tradizionale petrolio è l’energia eolica. Il fotovoltaico di terza generazione si avvicina alla competitività, ma bisogna attendere ancora un’evoluzione dei processi industriali. Per l’utilizzatore finale ,l’energia rinnovabile sarà realmente competitiva quando sarà sempre accessibile, indipendentemente dal fatto che ci sia il sole, la pioggia, il vento, il giorno o la notte. Per soddisfare quest’ulteriore esigenza, ci viene incontro l’idrogeno che in un prossimo scenario giungerà nelle nostre case tramite un idrogenodotto, in sostituzione del metano e verrà utilizzato per trasformare e conservare l’energia. (Continua …)

Inseguitore solare

Categoria: Teoria

300px-nellis_afb_solar_panels.jpgUn inseguitore solare è un dispositivo meccanico atto ad orientare favorevolmente rispetto ai raggi del sole un pannello fotovoltaico, un pannello solare termico oppure un concentratore solare.

Caratteristiche

Lo scopo principale di un inseguitore è quello di massimizzare l’efficienza del dispositivo ospitato a bordo. Nel campo fotovoltaico i moduli montati a bordo di un inseguitore, vengono generalmente disposti geometricamente su un singolo pannello, pratica che evita l’impiego di un inseguitore per ogni singolo modulo. Nel campo della concentrazione solare un inseguitore è utile a mantenere costante il punto di fuoco generato dal paraboloide sull’elemento di canalizzazione del liquido da riscaldare.

Classificazione

In base alle loro caratteristiche costruttive, gli inseguitori solari vengono suddivisi in base a:

  • Gradi di libertà offerti;
  • Alimentazione fornita al meccanismo di orientamento;
  • Tipologia di comando elettronico.

Gradi di libertà

Gli inseguitori solari sono in grado di offrire al pannello una libertà di movimento mono o biassiale.

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Il fotovoltaico di terza generazione di Domenico Coiante

Categoria: Teoria

sistemas.jpg1. Prima e seconda generazione fotovoltaica

La conversione fotovoltaica della radiazione solare in energia elettrica è un concetto di recente introduzione tra le tecniche di produzione dell’elettricità. Pertanto la tecnologia fotovoltaica può essere considerata giovane rispetto al processo di apprendimento, che in generale caratterizza le tecnologie energetiche. Essa si trova all’inizio di un processo di sviluppo, che, allo stato attuale, è ancora caratterizzato da una pluralità di opzioni, sia dal punto di vista delle tecniche, sia da quello dei materiali. A questo proposito, si può citare il tentativo in corso per lo sviluppo industriale della tecnologia a film sottili e quello molto ambizioso basato sul filone di ricerca delle celle multigiunzione per l’alta efficienza. Quest’ultimo argomento merita un momento di approfondimento, soprattutto per le implicazioni che esso ha con gli obiettivi futuri del fotovoltaico. In accordo con la tendenza più recente, cominciamo con l’adottare per le celle fotovoltaiche la classificazione rispetto al tempo in tre generazioni in modo da rendere subito evidenti i legami per così dire parentali che esistono tra i diversi rami della tecnologia.

  • Appartengono alla prima generazione le celle ed i moduli fotovoltaici realizzati con la tecnologia del silicio cristallino (mono e policristallino) in fette, sulla quale esiste la più ampia mole di pubblicazioni alcune delle quali hanno assunto ormai valore storico (vedi quelle degli anni ‘50 del secolo scorso). Il processo produttivo industriale è basato sulla lavorazione di elementi discreti (wafer) su banco e in linee parzialmente automatizzate. I costi derivanti, sia dalla quantità di materiale fotovoltaico impiegato, sia dal processo produttivo, pur essendo continuamente diminuiti, sono ancora troppo alti (circa 4-6 $/Wp) a fronte dell’efficienza media di conversione raggiunta dalla produzione commerciale (12-14%). Il combinato disposto di queste cifre non consente che il costo del kWh, prodotto nelle condizioni tipiche di insolazione italiane, possa essere competitivo. Si può stimare che la competitività possa essere raggiunta riducendo ulteriormente il costo fino a 1-2 $/Wp e simultaneamente migliorando l’efficienza energetica dei moduli in modo da superare la soglia del 20%. Questo valore di efficienza, già ottenuto per le celle di laboratorio con una tecnologia molto raffinata, stenta ad essere esteso a livello commerciale per le difficoltà che s’incontrano a industrializzare tale tecnologia, mantenendo bassi i costi di produzione. Questi in genere, invece di abbassarsi, mostrano un rialzo proprio nei moduli ad alta efficienza a causa delle maggiori spese dovute alle complicazioni tecnologiche. In altre parole, allo stato attuale dell’arte, sembra molto improbabile che il fotovoltaico di prima generazione possa arrivare alla competitività (a meno di non assegnare a questa tecnologia un più grande credito ambientale).
  • La seconda generazione, oggi in fase di sviluppo, è quella dei moduli fatti con film sottili di materiali semiconduttori microcristallini che si prestano alla deposizione in strati su lamine di sostegno (vetro, metallo, plastica, ecc.), come ad esempio il silicio amorfo idrogenato, il diseleniuro di indio e rame, il tellururo di cadmio, il solfuro di cadmio, ecc. Per questi prodotti è stato possibile mettere a punto un processo industriale in continuo, quasi completamente automatizzato, che può portare a ridurre fortemente i costi di produzione dal momento che il costo del materiale fotovoltaico in film sottile risulta pressoché trascurabile nei confronti degli altri costi tecnologici. Dato il costo più basso per la produzione, la competitività dell’energia prodotta può essere ottenuta con un efficienza dei moduli un po’ più bassa di quella della prima generazione, in ogni caso sempre superiore a circa il 13-15%. Tale valore è stato ottenuto in laboratorio per submoduli di piccola superficie, ma esso non è stato ancora raggiunto nei moduli di produzione industriale, che mostrano oggi efficienze intorno al 10%. Il processo di sviluppo è in corso e la probabilità di ottenere la competitività nel prossimo futuro è alta. Esistono tuttavia molti dubbi di tipo ecologico sulla possibilità di diffondere su larga scala l’uso di impianti a film sottili. Infatti, se si eccettua il silicio amorfo (che ha però altri problemi), tutti gli altri materiali possiedono caratteristiche di alta tossicità, che porterebbero a precauzioni di sicurezza nell’uso e, soprattutto, a problematiche di smaltimento dei rifiuti a fine vita operativa con conseguente innalzamento dei costi economici.

2. Fotovoltaico della terza generazione

La terza generazione si riferisce alle tecnologie basate su concetti innovativi, che, pur (Continua …)

Non-imaging Optics - i vantaggi dell’ottica senza immagine

Categoria: Notizie, Teoria

Non imaging OpticsL’ottica senza immagini (in inglese “Non-imaging optics”) è una disciplina scientifica nata a metà degli anni ‘60 a seguito degli studi condotti indipendentemente da tre scienziati, V.K. Baranov, Maring Ploke e Roland Winston. Essa tratta il modo ottimale di trasferire una radiazione luminosa da una sorgente a un target (ricevitore) e trova applicazione nella fisica delle alte energie, nell’astrofisica e nel settore dell’energia solare.
Nel 1965, presso l’Università di Chicago, Roland Winston costruì, nel corso di esperimenti di fisica delle alte energie, il primo “Non-imaging Concentrator” per misurare la debolissima radiazione nucleare associata all’effetto Cerenkov. Oggi questo tipo di concentratore e comunemente chiamato Concentratore Parabolico Composto o anche Concentratore non focalizzante. Si tratta di un componente che, nelle sue diverse versioni, sta rivoluzionando la progettazione e la realizzazione dei sistemi solari a concentrazione, sia termici che fotovoltaici.
I concentratori realizzati in base ai principi dell’ottica senza immagini concentrano la luce in modo molto più efficiente dei normali specchi e lenti, che formano immagini. Infatti un concentratore non focalizzante è come un imbuto: la luce che entra nel concentratore attraverso un’ampia sezione, viene riflessa in modo da uscirne attraversando una sezione molto più ridotta. Questo processo distrugge l’immagine della sorgente, ma in un «forno solare» non interessa ottenere un’immagine bensì concentrare al massimo l’intensità della radiazione solare per unità di superficie.

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Fotovoltaico a Concentrazione

Categoria: Notizie, Teoria

Fotovoltaico a concentrazione

 

Proponiamo questa relazione sulle tecnologie rinnovabili, che è in sintonia con le nostre ricerche. Ormai è chiaro che l’Italia, sulle tecnologie fotovoltaiche, è indietro rispetto gli altri paesi. Tutti i fornitori contattati finora, ad eccezione di Solar Brain, ci hanno preventivato soluzioni obsolete e costose perchè appartenenti alla vecchia generazione. Solar Brain distribuisce moduli di terza generazione della Sol3g. La bella notizia è che oggi abbiamo individuato altre aziende che costruiscono moduli di terza generazione. Teoricamente dovremo individuare anche i corrispettivi rivenditori.