Ricchezza col fotovoltaico

massimizza il profitto del tuo impianto

Non-imaging Optics - i vantaggi dell’ottica senza immagine

Categoria: Notizie, Teoria

Non imaging OpticsL’ottica senza immagini (in inglese “Non-imaging optics”) è una disciplina scientifica nata a metà degli anni ‘60 a seguito degli studi condotti indipendentemente da tre scienziati, V.K. Baranov, Maring Ploke e Roland Winston. Essa tratta il modo ottimale di trasferire una radiazione luminosa da una sorgente a un target (ricevitore) e trova applicazione nella fisica delle alte energie, nell’astrofisica e nel settore dell’energia solare.
Nel 1965, presso l’Università di Chicago, Roland Winston costruì, nel corso di esperimenti di fisica delle alte energie, il primo “Non-imaging Concentrator” per misurare la debolissima radiazione nucleare associata all’effetto Cerenkov. Oggi questo tipo di concentratore e comunemente chiamato Concentratore Parabolico Composto o anche Concentratore non focalizzante. Si tratta di un componente che, nelle sue diverse versioni, sta rivoluzionando la progettazione e la realizzazione dei sistemi solari a concentrazione, sia termici che fotovoltaici.
I concentratori realizzati in base ai principi dell’ottica senza immagini concentrano la luce in modo molto più efficiente dei normali specchi e lenti, che formano immagini. Infatti un concentratore non focalizzante è come un imbuto: la luce che entra nel concentratore attraverso un’ampia sezione, viene riflessa in modo da uscirne attraversando una sezione molto più ridotta. Questo processo distrugge l’immagine della sorgente, ma in un «forno solare» non interessa ottenere un’immagine bensì concentrare al massimo l’intensità della radiazione solare per unità di superficie.

(Continua …)

Se sei nuovo di qui, dovresti iscriverti al nostro RSS feed. Grazie per la visita!

Fotovoltaico a Concentrazione

Categoria: Notizie, Teoria

Fotovoltaico a concentrazione

 

Proponiamo questa relazione sulle tecnologie rinnovabili, che è in sintonia con le nostre ricerche. Ormai è chiaro che l’Italia, sulle tecnologie fotovoltaiche, è indietro rispetto gli altri paesi. Tutti i fornitori contattati finora, ad eccezione di Solar Brain, ci hanno preventivato soluzioni obsolete e costose perchè appartenenti alla vecchia generazione. Solar Brain distribuisce moduli di terza generazione della Sol3g. La bella notizia è che oggi abbiamo individuato altre aziende che costruiscono moduli di terza generazione. Teoricamente dovremo individuare anche i corrispettivi rivenditori.

Distributore automatico di H2, con vuoti a rendere

Categoria: Notizie

Distribuzione dell’idrogenoGià dal 2007
Sarà installato a Modena, già nel 2007, un distributore automatico che erogherà, più o meno come fanno le “macchinette” per le bibite fresche, cartucce di idrogeno ricaricabili, dimensionate per sedie a rotelle, minibus, scooter, cargobike e altri veicoli per la mobilità urbana. Una volta esaurita la bombola montata sulla vettura o sul ciclomotore, la si potrà comodamente sostituire con una piena: inserendo nel lettore magnetico del dispenser la propria scheda di riconoscimento si può depositare il vuoto, prelevare la cartuccia carica e… abbeverare il mezzo.

Per ora in Italia soltanto 22 veicoli potranno usufruire della nuova modalità di distribuzione dell’idrogeno, ma nell’arco di qualche anno le cose cambieranno. Quello che accade a Modena rappresenta, infatti, soltanto una delle azioni del più ampio progetto europeo Hychain Mini-Trans, avviato nel gennaio 2006. Un progetto che aprirà la strada verso un utilizzo di massa dell’idrogeno come vettore di energia e delle pile a combustibile come efficienti convertitori di energia.

Oltre all’Italia, anche Germania, Francia e Spagna partecipano all’ambizioso progetto - finanziato dalla Commissione Europea, nell’ambito del VI Programma Quadro, con 17 milioni di euro (sul totale di oltre 37,6 milioni) - che mira a scongiurare quella distanza che spesso sussiste tra ricerca e sviluppo, mettendo in piedi una filiera dell’idrogeno destinata alla mobilità e portando finalmente all’avvio dei primi mercati nel settore.

Capofila di Hychain è il colosso francese Air Liquide, che coordina le attività dei 24 partner industriali coinvolti nel mettere in campo diverse flotte di veicoli innovativi (158 in tutto) alimentati da pile a combustibile che sfruttano l’idrogeno come carburante alternativo. Le fasi di lavoro, che terminerà nel gennaio 2011, sono quattro: l’ottimizzazione di design e funzionalità dei prototipi esistenti di cinque applicazioni di pile a combustibile a bassa potenza; l’allestimento di linee di produzione pre-commerciali per abbattere i costi e migliorare la qualità; la logistica di distribuzione dell’idrogeno ed i servizi richiesti (trasporto, distribuzione, erogazione) sulla base dell’utilizzo dell’innovativa cartuccia ricaricabile; l’istituzione, in ognuna delle quattro regioni coinvolte, di sottoprogetti allineati che utilizzino gli stessi veicoli dimostrativi.

I veicoli in questione sono caratterizzati da diverse esigenze di potenza ed autonomia (dai cargobike ai mini bus) per cui la Air Liquide fornirà cartucce da 2 litri di capacità (a 700 bar di pressione) per quelli più piccoli e bombole da 20 litri di capacità (a 300 bar) per gli utility vehicle. L’aspetto innovativo sta proprio nel principio di distribuzione del carburante, concepito in modo tale da mettere l’utente finale in condizione di sostituire agevolmente la bombola piena a quella vuota, tornando quest’ultima al distributore.
Per far sì che la filiera messa in piedi con l’iniziativa quinquennale si regga anche oltre il termine del progetto uno sforzo notevole è riservato alle attività di divulgazione e di valorizzazione delle attività in corso. Una delle azioni previste mira ad aumentare la consapevolezza pubblica e a superare le principali barriere all’utilizzo dell’idrogeno, quali la modesta accettazione da parte dell’opinione pubblica, la mancanza di certificazioni di sicurezza e di formazione specifica, etc.

Un obiettivo essenziale del progetto Hychain Mini-Trans è quello di mettere i veicoli a disposizione del maggior numero possibile di utenti finali, al fine di creare un impatto rilevante in termini di esperienza e consenso sociale. Nella speranza che gli erogatori di ricariche di idrogeno possano divenire frequenti tanto quanto i distributori di bibite fresche.

Fonte: Energoclub.org

Pannelli fotovoltaici basso costo

Categoria: Notizie

pannello fotovoltaicoL’Italia inizia la produzione

L’Italia gioca in casa la prima scommessa sul futuro del fotovoltaico. Saranno infatti tutti made in Italy i pannelli a basso costo per catturare il sole e verranno prodotti in Lombardia. L’obiettivo è di abbassare i costi dei moduli che, con la produzione a pieno regime, potranno arrivare fino a 0,5 euro per watt contro i 5 euro per watt attuali. Il progetto per la costruzione della prima fabbrica europea per la produzione su larga scala di moduli fotovoltaici innovativi, a basso costo ed alta efficienza, cofinanziato, attraverso una gara pubblica, è stato promosso da un’iniziativa del ministero dell’Ambiente dalla Regione Lombardia.
(Continua …)

« Previous Page