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Nuovo tipo di centrale solare, intuizioni di un italiano

Sarà costruita in California dalla PE&C, entro il 2010, la prima centrale solare a concentrazione di grandi dimensioni che sfrutta l’effetto Fresnel per produrre energia elettrica. Con una potenza di 177 MW, la centrale sarà in grado di soddisfare il fabbisogno di circa 120.000 abitazioni.

I principi su cui si basa il funzionamento di un tale impianto prendono spunto dalle idee di Giovanni Francia, ingegnere e matematico, pioniere dell’energia solare, che realizzò già negli anni ‘60 a Marsiglia un primo prototipo di questo tipo.

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Per portare il fluido di lavoro ad alte temperature, condizione necessaria per ottenere un rendimento elevato nella trasformazione da energia solare in energia elettrica, egli utilizzò per primo il cosiddetto effetto Fresnel, che consente di ottenere lo stesso effetto ottico di una lente sferica, frazionandola in una serie di sezioni anulari concentriche, permettendo in tal modo un minor dispendio di materiali.

Successivamente il suo lavoro fu portato avanti da David Mills, presso l’università di Sidney, che pose le basi per la realizzazioni di impianti di grande potenza di tale tipo, sinteticamente indicati con l’acronimo CLFR (Compact Linear Fresnel Reactor).

Rispetto ad altre tipologie di centrali a concentrazione, come per esempio quella in realizzazione a Priolo (Progetto Archimede), che utilizzano specchi parabolici, le centrali CLFR sono dotate di una serie di specchi a minima curvatura, che concentreranno la radiazione solare su un collettore lineare fisso: in questo modo si semplifica la movimentazione del sistema e si rende più semplice la realizzazione degli specchi, riducendone i costi.

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Ulteriore caratteristica delle centrali CLFR è che esse utilizzeranno come fluido
, in luogo di sali fusi od oli diatermici, direttamente acqua che, una volta trasformata in vapore surriscaldato, sarà possibile anche accumulare in serbatoi sotterranei, in modo da permettere il funzionamento del sistema anche nelle ore notturne e nei periodi di scarsa insolazione.

In tal modo si potrà superare anche un inconveniente tipico delle fonti rinnovabili, e cioè la discontinuità di produzione, consentendo la produzione di un carico di base, analogo a quello ricavato dalle centrali nucleari o a carbone.

Si stima che, con la messa in produzione su scala industriale dei vari componenti dell’impianto, sia possibile raggiungere un costo di produzione dell’energia elettrica confrontabile con quella ricavata dalle fonti tradizionali.

La società che produrrà i componenti, la Ausra, è stata finanziata con 40 milioni di dollari da Vinod Khosla e Ray Lane, venture capitalist, che a loro tempo finanziarono colossi dell’informatica come Google, Amazon e AOL e che hanno creduto nella validità del progetto.

Lo stabilimento sorgerà a Las Vegas, in Nevada: si prevede possa produrre componenti sufficienti alla costruzioni di 700 MW/ annui di centrali di tale tipo, creando 50 nuovi posti di lavoro qualificati.

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